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Vi sono luoghi, vi sono storie e vi sono luoghi che fanno nascere storie… Schio e la Val Leogra, nell’AltoVicentino:  fu questa antica terra di lanifici (come la definisce G.L. Fontana nel suo bel libro Acqua e Lana, edizioni Sogema-Marzari, Schio) a infondere l’amore per i bei tessuti e la vocazione al mestiere di sarto in Silvio Zanella, il fondatore.

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Nei primissimi anni ’50 Silvio, appena dodicenne, diventa garzone di bottega presso Giocondo Righele, il sarto di Santa Caterina, piccolo paese ai piedi del monte Novegno. Qui apprende dal suo maestro i rudimenti del mestiere: segna, taglia, cuce e… cura il servizio a domicilio, ovvero percorre i sentieri in mezzo al bosco per raggiungere le contrade più isolate di questo paesino che sembra un presepio.

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Nel 1957, a 18 anni, scende a Schio per lavorare presso Oreste Paggio, in via Pasini: Oreste è un sarto “di città” e Silvio può affinare la sua tecnica.
Nel 1960 Silvio dà inizio alla sua attività di sarto per uomo e riceve il suo primo ordine da Arturo Marcodini, di Biella: una giacca in pièd de poule bianco e nero. La sartoria non c’è ancora e la giacca viene cucita tra la cucina di mamma Esterina e il cortile contra’ Xausa: Silvio ci mette tutto l’amore dell’artigiano che crea la sua opera; l’emozione è tanta da meritare uno scatto.

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Nel 1966 si sposa e apre la Sartoria Silvio Zanella, ossia dedica all’attività artigianale due stanze della sua casa in via Tommaseo a Schio; i mezzi sono pochi, ma l’entusiasmo non manca. In quegli anni non c’è uomo che non ricorra alle mani sapienti del sarto, almeno per le occasioni importanti e così nel 1970  Silvio frequenta (di domenica, perché durante la settimana si lavora!) il corso di modellista presso l’Istituto Callegari di Bassano: potrà così soddisfare le diverse esigenze di ogni cliente.

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La sartoria cresce e nel 1976 viene trasferita in un locale a sé, in via Pascoli. Intanto sono nati i figli, Dario (1969) e Luciano (1975) che crescono giocando tra i tessuti e i bottoni e sanno già cosa vogliono fare da grandi.

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Tra gli anni 70 ed 80 vi è un mutamento dei costumi: l’abito industriale impera ed il bel vestire non è più un valore comune. Ciononostante, gli uomini eleganti continuano ad esistere e a frequentare la Sartoria Silvio Zanella, ben conoscendo il valore di un abito tagliato e cucito su misura.
Nel 1988 la sartoria si ingrandisce ancora e si sposta in via Liguria, nella sede attuale. E tra una fiera e una sfilata comincia a farsi conoscere anche fuori dal Veneto.

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Nel 1990 Dario, il figlio maggiore,  entra a pieno titolo in sartoria: è già da tempo a fianco del padre, ora può dare forma a tutte le idee che raccoglie durante le fiere di settore e le sfilate. Cura la presa delle misure, il taglio e la rifinitura e si occupa anche del servizio a domicilio.

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Nel 2000 è la volta di Luciano, il figlio più giovane: dopo aver seguito corsi di modellistica e di confezione diventa il modellista della sartoria e segue anch’egli i clienti a domicilio.

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Nello stesso anno Silvio riceve il riconoscimento per i quarant’anni di attività della sua sartoria: l’Associazione Artigiani di Vicenza lo premia con il titolo di “Maestro Artigiano Benemerito”.

Con il nuovo millennio ritorna in auge l’abito su misura e i tre sarti Zanella, che non hanno mai rinunciato all’amore per le cose belle e ben fatte, vengono ripagati dalla fiducia e dall’apprezzamento di clienti vecchi e nuovi.

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La Sartoria Silvio Zanella ormai offre il servizio a domicilio anche all’estero: nel 2003 comincia con gli Stati Uniti (San Francisco, Detroit, Chicago, Miami, New York), negli anni a venire raggiunge la Danimarca, l’Inghilterra, la Germania, il Lussemburgo, la Francia, la Svizzera. E non mancano mete più lontane: Mosca, Dubai, Il Cairo, Hong Kong, Tokio, Pechino.

Nel febbraio 2007 Silvio cuce il suo ultimo abito: un bel gessato blu – con le asole fatte a mano che sa fare così bene – da indossare orgogliosamente alla fiera del Lusso di Verona, dove la Sartoria Silvio Zanella ha il suo stand. Avrà appena il tempo a metterlo.

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D’ora in poi, forti della passione instillata dal padre, toccherà ai figli Dario e Luciano, alla moglie Clarita e alle sei signore della sartoria, mantenere viva la preziosa tradizione di famiglia: il vero abito su misura italiano, l’abito del sarto.

Ma c’è anche qualcun altro pronto a raccogliere l’eredità, si fa avanti la terza generazione… luglio 2015, Federico Zanella prende le misure al papà Luciano. E la storia continua.