Gilet

Il gilet da uomo è l’unico capo d’abbigliamento a possedere un certificato di nascita: il 18 ottobre 1666, Carlo II, re di Inghilterra, Scozia e Irlanda, con un decreto introdusse questo indumento che i suoi diplomatici presso lo scià di Persia avevano scoperto e apprezzato.

Nei suoi tre secoli e mezzo di storia il gilet (o panciotto) ha vestito gli uomini, condividendone la storia; in molti casi è diventato un simbolo, un elemento distintivo di una categoria umana.

Vi è il polveroso gilet dei cow boys, degli esploratori, di tutti quegli uomini che avanzano verso l’ignoto guidati dal coraggio e dalle stelle. O l’ eccentrico gilet dei teddy boys -i ragazzi inglesi degli anni ’50 del ‘900- che lo abbinano all’abito con studiata noncuranza: pièd de poule e tartan, paisley e principe di Galles. O l’ agguerrito gilet nato per chi pratica sport equestri e di tiro, intessuto di azione e fair play.

Ma forse il più conosciuto è il gilet della tenuta formale, nello stesso tessuto di quell’abito scuro che è la divisa degli uomini d’affari, degli industriali, dei politici; accessorio irrinunciabile.
In un tre pezzi il gilet rappresenta il punto focale. La sua linea si integra con il tutto, ma allo stesso tempo la domina… (Giancarlo Maresca, rivista Monsieur, marzo 2006).

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